giovedì 26 maggio 2011

Rifondazione Comunista aderisce all'Europride

Il Partito della Rifondazione comunista aderisce all’Europride che si svolgerà a Roma dal 1 al 12 giugno e che si concluderà con parata finale il 12 giugno 2011.
Aderiamo come partito all’Europride perchè è la voce autentica di un movimento libertario ed antifascista che non ha mai smesso di mobilitarsi contro lo stato delle cose presenti.
L'Europride come il Pride di Napoli è per noi luogo di un'inedita sperimentazione antifascista, avendo saputo prendere parola pubblica contro ogni retorica nazionalista degli stati europei.
Rifondazione Comunista, vuole essere "orgogliosamente" protagonista dell'Europride, sostenendo le lotte e l'agire di tutt* i soggetti queer nell'estenuante volontà di autodeterminazione politica e nella costante sfida al presente, articolando con tutti i soggetti che animano il Pride la ferma condanna della condotta razzista e familista del Vaticano e del Governo Italiano.
La sfida Queer contenuta nella mobilitazione dell'EuroPride affascina tutti noi comunisti perchè produce conflitto dialettico e spinge ad interrogarsi per un' altra idea dei diritti e dell'Europa.
L'EuroPride sarà un laboratorio di suggestioni e desideri molteplici per tutt* noi, una sfida alla politica ed alla contraddizione esistente della crisi economica che alimenta barbarie del consenso ed arma incomprensibili avventure neo- colonialli nel Nord Africa.
Saremo in piazza per chiedere la depenalizzazione e depatologizzazione Trans, saremo in piazza perchè crediamo che i nostri corpi ribelli siano l'antidoto al razzismo, al sessimo, ad ogni pratica omofobiche, lesbofobiche e transfobica.

martedì 24 maggio 2011

Bolzano: Lista Grillo a supporto di Casa Pound, polemica sul web

Grillini e neofascisti.Assume un rilievo tutto particolare a distanza di una settimana dal voto amministrativo che ha decretato il sorprendente successo del 'Movimento 5 stelle' di Beppe Grillo, quanto avvenuto meno di due mesi fa al Comune di Bolzano. Secondo quanto riportato ieri dal sito di 'Indymedia Piemonte', nel Comune capoluogo dell'Alto Adigedue consiglieri eletti nella 'Lista civica 5 Stelle - Beppe Grillo', di fronte al rifiuto della maggioranza comunale di iscrivere all'albo delle associazioni culturali l'associazione "Casa Italia" legata a Casa Pound Italia, il 31 marzo scorso sono usciti in segno di protesta dall'aula consiliare assieme a tutta l'opposizione di destra. Sempre Indymedia Piemonte rinvia, dunque, al blog di uno dei due grillini fiancheggiatori dei "fascisti del terzo millennio".

La difesa del consigliere."Ieri sera (31 marzo, ndr) siamo usciti dall'aula, e non è stata una scelta indolore, per porre in rilievo un problema importante di democrazia e di regole", metteva in chiaro Claudio Vedovelli, consigliere della 'Lista civica Movimento 5 stelle' e membro della commissione cultura del Comune di Bolzano, all'indomani della seduta. "Escludere un gruppo di ragazzi che non solo hanno le carte in regola (regole che si è dato il Comune!) ma anche , fino ad ora, organizzato serate su temi diversi e interessanti, senza segni di apologia, solo perché si ritiene siano in contatto con gruppi neo o nuovi fascisti, ci pare sbagliato oltrechè rischioso", argomentava ancora il grillino sul suo blogsostenendo che "meglio sarebbe stato dare la possibilità a questo gruppo di  avere un riconoscimento istituzionale e seguire con attenzione la loro attività, cercando di comprendere se ci possano essere segni di apologia di fascismo". Dubbi sull'esistenza di segni apologetici del Ventennio che non rendevano certo onore al consigliere, evidentemente poco informato sulla reale natura di un'associazione dichiaratamente nostalgica del fascismo.

Destra e sinistra uguali? La vicenda, che pure risale a quasi due mesi fa, suscita tuttavia scalpore alla luce delledichiarazioni rilasciate dal leader del Movimento 5 stelleall'indomani dell'esaltante risultato ottenuto al primo turno del voto amministrativo in tutte le realtà in cui la lista del comico genovese ha presentato propri candidati. "Destra e sinistra sono uguali", ha infatti dichiarato una settimana fa Beppe Grillo rispondendo picche a quanti chiedevano un sostegno del Movimento all'ormai imminente ballottaggio. Una dichiarazione di uguaglianza contestata da numerosi elettori del centrosinistra che accusano il comico genovese di disperdere con le sue liste il consenso all'attuale opposizione, facendo dunque il gioco del premier Berlusconi. La vicenda messa in risalto da Indymedia non fa altro che accentuare le critiche nei confronti del Movimento e si fa pressante sul web il tam tamdegli internauti che tra ieri e oggi hanno preso di mira proprio il blog del consigliere Claudio Vedovelli. "Non sono ragazzi, sono fascisti" è il primo commento al post di chiarimento dell'esponente grillino.

Raffaele Emiliano



http://www.newnotizie.it/2011/05/24/bolzano-lista-grillo-casa-pound/




grillo beppe 2

LA SALUTE E’ UN DIRITTO COSTITUZIONALE CHE DEVE ESSERE GARANTITO A TUTTI !!!

Unione Sindacale di Base – Confederazione Regionale Puglia
70126 BARI - Via C. Pisacane, 91 - Tel/Fax 080 5424993 - www.puglia.usb.it - puglia@usb.it
U N I O N E S I N D A C A L E d i B A S E
Confederazione Regionale Puglia

LA SALUTE E’ UN DIRITTO COSTITUZIONALE CHE DEVE ESSERE GARANTITO A TUTTI !!!

Ancora una volta a pagare saranno i cittadini, ed in particolar modo i bisognosi, le fasce più deboli della popolazione, coloro i quali hanno bisogno di assistenza e cura. Il licenziamento di medici ed infermieri, già numericamente insufficienti, a garantire le prestazioni essenziali ai cittadini, rischia di dare il colpo mortale ai servizi sanitari. Una mannaia pende sulla testa della Sanità Pugliese, effetto della politica restrittiva messa in atto da coloro i quali considerano il BENE SALUTE un mercato. E’ questa, purtroppo, la nostra impietosa analisi sul sistema sanitario regionale, all’indomani dell’accordo per il riparto del Fondo Sanitario alle Regioni.
I mancati finanziamenti alla Sanità pugliese farà chiudere Ospedali e Unità Operative, costringendo la Regione Puglia a fare scelte ben precise: cosa è possibile erogare in termini di assistenza e cosa non è possibile considerate le poche risorse di cui si dispone in termini di
personale , tecnologia e quant’altro.
D’altra parte viviamo in una Italia “divisa” anche grazie al tanto decantato “federalismo”, dove alcune regioni possono garantire i servizi ed altre, date le ristrettezze economiche, no.
Ovvero una Italia in cui prestazioni e servizi sanitari sono garantiti sempre meno e a macchia di leopardo, in quanto le risorse economiche vengono erogate dal Governo centrale sulla base di criteri non obiettivi, costringendo le aree più deboli a disporre di risorse insufficienti e, pertanto, ad erogare minori servizi. Tutto ciò in barba alla nostra Costituzione, in virtù della quale ad ogni cittadino dovrebbe essere garantito un livello essenziale di assistenza uniforme in tutto il paese.
Ed ecco che nel nostro “viaggio all’interno della Sanità Pugliese”, negli Ospedali e nei Distretti Socio Sanitari assistiamo a servizi privi di personale, con prestazioni ridotte e qualitativamente inadeguate, con mancanza di attrezzature o in alcuni casi completamente inesistenti.
Un sistema sanitario destinato a produrre un divario sempre più accentuato tra le diverse aree geografiche che ha già generato nel corso degli anni una forte mobilità e “fuga” dei pazienti, costretti a curarsi in quelle regioni che, grazie anche alle ingenti risorse economiche, hanno avuto l’opportunità di sviluppare percorsi virtuosi e di qualità.
Per non parlare del sistema socio-sanitario, dove la stragrande maggioranza delle famiglie pugliesi sono costrette a farsi carico dell’assistenza ai propri cari, soprattutto quando si è in presenza di patologie che limitano l’autosufficienza e che avrebbero bisogno di assistenza domiciliare.
Una situazione determinata dalla scelta di tagliare le risorse economiche alla Sanità ed agli Enti Locali che è iniziata da tempo e che con l’attuale Governo ha subito una forte accelerazione. L’obiettivo è chiaro ed è quello di creare le condizioni per sviluppare un suo vecchio progetto: privatizzare ed esternalizzare la prevenzione, la cura e la riabilitazione.
Come USB abbiamo profuso il massimo impegno per la difesa ed il rilancio dei servizi pubblici e continueremo a batterci affinchè sia garantito a tutti il diritto alla salute ed agli altri servizi essenziali. In tal senso, proponiamo l’avvio di un confronto serio e costruttivo con tutti i soggetti istituzionali, politici, sindacali e del mondo delle associazioni al fine di individuare proposte e soluzioni che diano risposte concrete ai cittadini ed agli operatori del settore.

Bari, 23 Maggio 2011
FEDERAZIONE REGIONALE USB

martedì 10 maggio 2011

I COMUNISTI...
SENZA PADRONI, SENZA PADRINI!

MANIFESTAZIONE PUBBLICA
ELETTORALE

CON:
PAOLO FERRERO
SEGRETARIO NAZIONALE PRC

Interverranno:

ALESSANDRO COSTANZA
Segretario circolo “Ernesto Che Guevara”

FRANCESCO FIERA
Candidato sindaco Federazione della Sinistra

10 MAGGIO ORE 18:30
SALA MOSTRE DEL PALAZZO COMUNALE DI TRIGGIANO

sabato 7 maggio 2011

Comunicato stampa: Violenza polizia su corteo antifascista pacifico

Comunicato stampa

Bari, 6 maggio 2011

Grave atteggiamento delle forze dell'ordine, contro giovani che oggi hanno protestato contro l'iniziativa dei fascisti di Casapound Bari, presso la Biblioteca Provinciale "De Gemmis" a Barivecchia.
Uno schieramento di polizia in assetto di guerra che non ha esitato ad intervenire con la forza contro i giovani antifascisti che manifestavano pacificamente.
Casapaund è una associazione neofascista, che oggi con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia e della Circoscrizione di Murat San Nicola, ha tenuto una propria iniziativa a Bari, che offende la città di Bari decorata con medaglia d'oro per la lotta partigiana e per la liberazione dal nazifascismo.
Ci chiediamo, dopo gli episodi di squadrismo fascista avvenuti a Milano, Roma e Napoli, di cui sono stati protagonisti esponenti di casapound, cosa altro deve avvenire per comprendere che questa associziazione è al di fuori delle regole democratiche.
Una associazione che si spaccia per associazione di volontariato Onlus, ma che è una associazione politica in tutti i sensi, di stampo neofascista.
La federazione provinciale di Rifondazione Comunista di Bari, nel condannare l'atteggiamento delle forze dell'ordine, auspica che nella nostra città non si ripetano più questi episodi e che non si alimenti un clima di violenza di triste memoria.

Sabino De Razza, Segretario provinciale PRC
Vito Leli, Coordinamento provinciale Giovani Comunisti Bari


mercoledì 4 maggio 2011

Pensare ed agire a Sinistra. Forme della politica, conflitto, partecipazione

"Pensare e agire a Sinistra. Forme della politica, conflitto, partecipazione", con
Valentino PARLATO, Il Manifesto
Fulvia BANDOLI, Sinistra Ecologia e Libertà
Onofrio ROMANO, Università di Bari

Introduce Tonia GUERRA, Segreteria regionale Rifondazione Comunista,

conclude Massimo ROSSI, Portavoce nazionale della Federazione della Sinistra.

Martedi 3 maggio 2011, alle ore 17:00 presso l'Hotel Excelsior in Via G. Petroni, Bari.

domenica 17 aprile 2011

Intervento all'Assemblea regionale della rete della Conoscenza

Cari compagi e compagne,
vi porgo il saluto dei Giovani Comunisti/e e colgo questa occasione per ringraziarvi senza formalismi e facile retorica per l'opportunità di confronto, all'interno di un contesto mediatico che tende a mettere in sordina quelle voci ancora capaci di immaginare un mondo diverso.
Perché questo mondo, così com'è immaginato da chi governa le nostre vite, è fatto di prevaricazioni e mercificazione, secondo i dettami del capitalismo nella sua più recente incarnazione neoliberista.
Sono, infatti, le scelte di natura economica figlie di questa impostazione a penetrare e distruggere il nostro tessuto sociale, sferrando un attacco mortale verso ogni diritto ed ogni bene comune e colpendo, ovviamente, i soggetti sociali più deboli.
In un sistema controllato dal libero mercato il mondo della formazione diventa uno dei terreni di caccia privilegiati: con i tagli all'istruzione pubblica, con i finanziamenti a quella privata, con l'ingresso dei privati nel sistema formativo pubblico è possibile assopire ogni forma di coscienza critica, trasformare i diritti in privilegi ed in fonte di guadagno per i soliti noti, inasprire le differenze di classe, creare masse di cittadini acquiescenti e di lavoratori asserviti, ricattabili e precari.
Questo percorso di distruzione della scuola e dell'università è stato contrastato dagli studenti per decenni, in un quadro di varie riforme strutturali, dalla Ruberti alla Zecchino-Berlinguer, dalla Moratti alla Gelmini-Tremonti, ma anche di provvedimenti più specifici, come il riconoscimento delle scuole paritarie da parte del governo D'alema, le erogazioni liberali di Bersani o il Ddl Aprea. Il filo rosso che lega le fasi di questo progetto e lo legittima è il famigerato Processo di Bologna, frutto di quell'Europa che annulla le differenze tra centrodestra e centrosinistra mettendo d'accordo tutti sotto la bandiera del libero mercato.
Noi Giovani Comunisti/e pensiamo che, al fine di fermare questa deriva e di innescare un meccanismo di discontinuità, sia necessario per gli studenti stare dall'altra parte della barricata e unirsi sotto un'altra bandiera, quella dei diritti e della trasformazione della società, assieme a tutti coloro i quali vivono sulla loro pelle le conseguenze terribili delle politiche del capitalismo, che nella sua fase di crisi sta mostrando un volto sempre più crudele.
Riteniamo ogni forma di incontro e di aggregazione tra studenti utile alla costruzione di una scuola e di un'università diverse, libere dalle logiche aziendalistiche della governance e, invece, regolate da forme di partecipazione democratica, svincolate dall'influenza dei grandi gruppi economici che ostacolano la ricerca pura e la formazione umanistica, attraversate dal valore della laicità e non sottoposte ad un'impostazione confessionale della didattica, accessibili a tutti perché gratuite.
Questa prospettiva di costruzione di un sistema formativo a misura di studente unisce le nostre organizzazioni, anche se nella nostra regione i rapporti tra noi si differenziano da provincia a provincia. A Taranto, all'Università di Foggia, nelle scuole di Brindisi c'è una collaborazione feconda e importante. A Bari non sono mancate le occasioni di confronto, ma all'interno del movimento studentesco sono nati degli attriti profondi a causa delle differenti pratiche politiche, cosa che ci ha portati a preferire forme di aggregazione orizzontali e non verticistiche che rivendichiamo.
Abbiamo apprezzato moltissimo e condiviso il testo che accompagnava l'invito a questo Congresso e riteniamo che l'aspirazione di una rete di movimento all'autonomia dai partiti politici sia positiva, proprio per questo le vostre parole ci interrogano e vorremmo confrontarci con voi su questi temi, giacché la costruzione dell'autonomia nasce dal confronto alla pari, dal riconoscersi reciprocamente come interlocutori.
Da un lato l'impermeabilità delle istituzioni nei confronti delle istanze sociali, dall'altro la passivizzazione di larghe fasce della società, ipnotizzate dalla delega nei confronti di leader di varia natura e da un senso di indignazione che non si traduce in mobilitazione, rappresentano un mix devastante che non permette di praticare un cambiamento reale. Questo ci sembra vero non solo a livello nazionale, con effetti palesi, ma anche nella nostra regione, quella Puglia Migliore che incanta solo chi la guarda da lontano, che non è capace di arrestare lo smantellamento del welfare ed in particolare del sistema sanitario, di offrire un modello alternativo di accoglienza dei migranti, di contrastare in maniera radicale gli effetti della crisi sui lavoratori, di ripubblicizzare l'Acquedotto Pugliese, di garantire il diritto allo studio agli studenti universitari. Non crediamo che questo avvenga per una mancanza di volontà politica, sebbene siano evidenti le pressioni di quella parte di centrosinistra che ha scelto la strada del neoliberismo, ma semplicemente perché pensiamo che il vero cambiamento avvenga dal basso, che non esistano i Messia pronti a salvarci per illuminazione divina, ma che ci debba essere uno scambio costante tra chi sta in alto e chi rivendica i propri diritti.Troppo spesso le mobilitazioni nazionali che si svolgono in maniera decentrata nelle varie città d'Italia vedono una partecipazione di massa ovunque tranne che a Bari, e questo ci preoccupa moltissimo, nel nostro doppio ruolo di compagni che partecipano al movimento e di iscritti ad un partito politico.
Dieci anni fa a Genova, praticando un tentativo di cambiamento di società dal basso, abbiamo preso familiarità con un concetto terribile, che in quel momento si è concretizzato in schieramenti di caschi e manganelli: il concetto di “zona rossa”. Nel 2011 continuano a circondarci tante zone rosse impalpabili, ma enormi e apparentemente invalicabili, le zone rosse che ci tengono lontani dai nostri diritti. Una zona rossa ci separa dalla verità e dalla giustizia per Carlo Giuliani, che a causa di una zona rossa è stato assassinato barbaramente. Quest'oggi siamo costretti a piangere un altro morto, Vittorio Arrigoni, che ha combattuto strenuamente contro una zona rossa alta quanto i muri della vergogna, fisici e mediatici, innalzati da Israele. Una zona rossa fatta di ricatti, che per noi giovani ha il nome di precarietà, ci separa dalla prospettiva di un futuro dignitoso. Questa zona rossa è stata intaccata dai tanti operai della Fiat che hanno saputo dire no, rivendicando con orgoglio quella dignità che i padroni vogliono negare. Possiamo avere una prospettiva, compagni e compagne, solo rendendoci conto dell'esistenza di tutte le zone rosse intangibili che ci dividono da ciò che ci appartiene e che è tenuto in ostaggio da chi, come dite voi, ha rapito il nostro futuro. Noi sappiamo da che parte stare, dalla parte di chi vuole cambiare il mondo e non dalla parte dei “rapitori”. Ci stiamo da comunisti, perché riteniamo che per tanti l'abiura del passato rappresenti in realtà un'abiura di un futuro di rivoluzione e trasformazione.

Bari, 16 aprile 2011

Silvia Conca, portavoce provinciale Giovani Comunisti Bari