sabato 22 settembre 2012

APPELLO ANTIFASCISTA per il 29 SETTEMBRE


29 settembre - Appello agli antifascisti pugliesi


Il 29 settembre, come in altre piazze italiane, anche a Bari Forza Nuova convoca una mobilitazione regionale che vedrà nella nostra città una concentrazione di militanti nazifascisti; scopriamo inoltre da un social network che tale manifestazione partirà da Piazza Garibaldi. La possibilità di vedere sfilare nelle nostre strade una manifestazione propugnata da un'organizzazione dichiaratamente omofoba, sessista e razzista non può che provocare sdegno e indignazione di ogni antifascista e sincero democratico.
Nonostante spaccino di essere una forza popolare e di battersi contro la crisi, sappiamo bene chi sono e quale sia la loro storia: violenti con alle spalle diverse condanne per aggressione ai danni di uomini e donne, colpevoli soltanto di essere di un'altra religione, di avere un aspetto troppo poco eurocaucasico, di non nutrire gli stessi gusti sessuali, di avere idee diverse dalle loro.
A questo proposito ricordiamo alcuni episodi di cronaca locale e nazionale.
Tra il 2002 ed il 2004 si sono resi protagonisti a Bari, di di svariati atti di violenza nei confronti di vari soggetti "colpevoli" di avversare il fascismo e di lottare per i diritti civili, come nel caso dell'aggressione nei confronti del presidente cittadino dell'Arcigay di allora.
Solo gli arresti, con capi d'imputazione quali il tentato omicidio, furono in grado di bloccare quella spirale di violenza. Tra gli arrestati spiccava l'attuale segretario regionale.
Giustificano con il loro amore distorto per la patria, atti come l'incendio doloso di campi rom; la loro "difesa" della famiglia tradizionale si traduce in aggressioni a giovani donne che esercitano il loro diritto ada abortire.
Parallelamente a quanto già intravisto nello scenario europeo, ed in particolare in Grecia, le realtà nazifasciste nostrane proclamano una lotta contro l'austerity spacciando come soluzione per uscire dalla crisi una lotta tra poveri. Aizzare le fasce economiche più in difficoltà, contro soggetti che vivono situazioni simili o peggiori, salvo poi mettersi al servizio dei poteri forti che la crisi l'hanno causata.
Troviamo sconcertante pertanto che questa manifestazione possa essere tollerata nella nostra città. Esigiamo pertanto che le autorità competenti revochino immediatamente i permessi concessi per tale iniziativa.
Se così non dovesse essere, si riterrebbe indispensabile l'autoconvocazione di tutti i soggetti antifascisti, antirazzisti e antisessisti pugliesi in quella data.


I firmatari:
Socrate Occupato, Villa Roth Occupata, Studenti Baresi in Lotta, Kasamatta Disobbediente, Link Bari, Uds Bari, Zona Franka - spazio sociale, Rifondazione Comunista Bari, Giovani Comunisti Bari, Sinistra Critica Bari, ARCIGAY Bari, Le Macerie - Baracche Ribelli, Giovani Democratici Terra di Bari, Run Bari, AteneinRivolta Bari, Cime di Queer, Ass. Otium\Taverna Vecchia, Arci Puglia, Ké Bari, Studenti Democratici, Un Desiderio in Comune, FGCI Puglia, Giovani IDV Prov. di Bari

giovedì 20 settembre 2012

ASSEMBLEA ANTIFASCISTA

Il 29 settembre a Bari, e in varie altre città italiane, si terrà questa famosa sfilata di bandiere, braccia tese, fumogeni e slogan del tipo "Marciare per non marcire". Si, proprio così. I personaggi in questione li conosciamo da più di 80 anni. Sono cambiate le città, i treni arrivano in ritardo, non ci sono più i balilla, anche se esistono ancora i patti laternensi. Li riconosciamo per strada ,sbucano dai tombini quando meno te lo aspetti. E con la stessa velocità ci ritornano. Questa volta peròi burattinai che li comandano hanno deciso che possono stare sotto la luce del sole per un po' di tempo. E possono addirittura pensare e tenere una bandiera nello stesso momento (!). Rivoluzionari. Si, è questa la parola. Rivoluzione è il grido di battaglia per questa sfilata di vermi vestiti da parassiti. Si, parassiti è la parola giusta. A quasi 10 giorni da questo "evento" nessuna istituzione si è permessa di protestare contro lo spirito"mussoliniano" che gli organizzotori stessi stanno portando avanti. Ma di questa indifferenza, anzi no,di questa tolleranza (o meglio di questo tappeto rosso - o nero - steso per l'occasione) noi non ci meravigliamo. I fascisti (si fanno chiamare così) non sono solo quelli che scenderanno in piazza la prossima settimana. Sono anche quelli che li appoggiano, che ci chiacchierano, che ci instaurano rapporti economici e soprattutto quelli che se ne servono per recuperare un po' di voti. Quelli che il sabato sera si prendono una birra insieme. Ma dopo questo breve preambolo arriviamo al dunque: la nostra città non ha bisogno di tutto ciò. Non ha biosognodi razzisti, xenofobi, omofobi. La nostra città ha bisogno di antifascisti. E perciò questo vuol essere un appelloaperto a tutti e a tutte. A quelli che credono nell'antifasdcismo come dovere sociale e a quelle che credono che l'antifascismopossa essere (forse) un aggregante politico, in una città che per vari legittimi, chiari motivi ha perso l'unità. E' dunque un appello che rivolgiamo a voi. A tutte le realtà antifasciste baresi. Il 29 è vicino. E bisogna impegnarsi e confrontarsi, accantonando per il momento tutti i dissidi interni.

 Proponiamo dunque di vederci SABATO 22 SETTEMBRE alle ore 15.30 presso il pub STORIE DEL VECCHIO SUD, per una assemblea pubblica antifascista. Portate idee, proposte o qualsiasi altra cosa.

sabato 7 luglio 2012

Il colloquio Scalfari-Napolitano

Si attendeva con impazienza quello che, a detta di molti, sarebbe stato l’articolo dell’anno, l’incontro chiarificatore tra il gotha del giornalismo italiano, Eugenio Scalfari, e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, mirato a tranquillizzare gli italiani sulla difficile situazione del paese.
Ed ecco che la sorta di coperta di Linus su carta stampata è finalmente pronta. Il titolo sembra rassicurante: “Perche l’Italia deve farcela”. Ma arrivati a fondo pagina, negli occhi della maggior parte dei lettori con a cuore le sorti del paese, si sono presentati scenari alquanto convulsi e poco chiari.
Quello che leggiamo, infatti, altro non è che una pagina di diario che attesta il trascorrere di una giornata di due amici di vecchia data alle prese con discorsi pseudo-intellettuali, passeggiate, upupe e cinghialotti che sembrerebbero la rivisitazione dei maiali orwelliani, nei dintorni della dimora presidenziale. Insomma, un articolo costruito sul nulla.
Poco male se i protagonisti del non-articolo etichettano e spiegano la raffica di critiche piombate sulla testa del Presidente, riguardante la sua posizione inerente la trattativa tra Stato e mafia con lo stesso “costruito sul nulla”. Ma non è, non può e non dev’essere così. A gridarlo sono i milioni di cittadini, i parenti delle vittime di mafia che non possono accettare anche solo l’ipotesi che i rappresentanti dello Stato abbiano anche solo letto il papello di Riina o che uomini condannati per mafia siedano ancora in Parlamento. Quegli stessi cittadini hanno il diritto e il dovere di gridare la propria indignazione, di avere risposte senza essere considerati decerebrati ossessionati e ossessionanti e senza che il Presidente della Repubblica o il giornalista di turno liquidi il tutto con tono seccato e spicciolo. Ancor più inacettabile è che il Presidente della Repubblica Italiana, colui che ci rappresenta, colui che dovrebbe essere super-partes s’impegni a difendere un privato cittadino, come Nicola Mancino, dalla posizione ambigua e, comunque, al vaglio della Magistratura. Quest’ultimo, da quanto emerge dalle intercettazioni, pressa inesorabilmente il consigliere del Quirinale, D’Ambrosio, affinchè quest’ultimo parli con Napolitano o riesca in modo lecito o no, ad organizzare un incontro con il Procuratore Grasso “in maniera riservatissima”.
 A quanto pare, le parole della coppia Mancino-D’Ambrosio hanno fatto breccia nel cuore del magnanimo Giorgio, che s’impegna a difendere tutto e tutti a spada tratta, senza sentir ragione. E chi se ne frega della sparizione dei computer di Falcone, dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, delle dichiarazione di pentiti e dell’irresponsabilità di uomini come Conso!
Brecht bramava dire “beato quel popolo che non ha bisogno di eroi”. Ed è ormai solo a loro, vista la nostra classe politica, che ci aggrappiamo. Ed è per questo che lo scorso 23 maggio ero a Palermo, per rendere omaggio ad alcuni eroi. Con gli occhi gonfi di lacrime, ripenso a quella ridicola corona di fiori posta in via D’Amelio, circa 50 giorni fa, da parte del capo dello Stato, e la voglia di buttarla via, strapparla in mille pezzi. Sarebbe stata la piccola rivincita di un giovane italiano. Non un giovane invocato da Napolitano nei suoi discorsi demagogici, ma un giovane di Paolo Borsellino, alla disperata ricerca di un po’ di fresco profumo di libertà. Ed è il 19 luglio, mentre renderemo omaggio ad altri eroi indimenticabili che, tutti insieme, dimostreremo con fatti, con valori e buoni propositi e non con articoli che l’Italia, la vera Italia ce la farà e che forse ce l'ha già fatta.

Nicola De Filippis

lunedì 25 giugno 2012

Solidarietà al Socrate Occupato

I compagni e le compagne dei Giovani Comunisti\e esprimono la massima solidarietà ai fratelli e alle sorelle migranti del Socrate Occupato di Bari per il vile attentato dinamitardo avvenuto la scorsa notte di chiara matrice razzista e fascista.
Questi episodi intimidatori mostrano ancora una volta come a Bari i casi di atti violenti di intolleranza siano un pericolo concreto per la nostra città. Ma mostrano anche il valore di compagn* e migrant* che non si arrendono a queste vili intimidazioni.
 Siamo al vostro fianco.

Bari, 25 giugno 2012

Attentato dinamitardo al Socrate Occupato

COMUNICATO STAMPA

 Nella notte tra il 23 e 24 giugno abbiamo subito un vile attentato che per puro caso non ha assunto i connotati della "tragedia classica".
Alcuni ignoti, verso le tre del mattino, hanno ben pensato di buttar sassi contro la facciata anteriore dell'edificio, magari per spingere i migranti che dormivano ad uscire per controllare cosa stesse succedendo per poi passare a lanciare tre potentissime bombe carta contro le finestre del pian terreno che hanno gettato nel panico anche gli abitanti dell'intera zona circostante.
Una delle bombe, esplodendo, ha raggiunto al viso un giovane sudanese che dormiva nel suo letto causandogli una ferita molto grave all'occhio destro, tanto da aver seriamente rischiato di perderlo. Alcuni testimoni hanno visto un gruppo commettere questo vile gesto e poi scappare subito dopo.
 Per noi questa vigliaccata appartiene chiaramente ad una cultura fascista e razzista: è infatti l'ultimo episodio di una lunga scia di violenze e aggressioni da parte di gruppi nazi-fascisti ai danni di migranti e militanti di collettivi antirazzisti e antifascisti,ed è ancora vivo il ricordo della strage di matrice xenofoba recentemente avvenuta a Firenze, in cui sono stati ammazzati due cittadini senegalesi ad opera di un militante dell'organizzazione di estrema destra Casa Pound.
Particolarmente curiosa poi la coincidenza che l'attentato dinamitardo sia avvenuto a poche ore dalla chiusura del mega raduno nazionale di Forza Nuova tenutosi proprio quel giorno a Corato, a cui ha partecipato anche l'ex N.A.R. Roberto Fiore.
 Quanto avvenuto ci disgusta, per l'insensatezza di un'azione che avrebbe potuto causare la morte di nostri fratelli e compagni. Ci disgusta che questi pazzi omicidi siano a piede libero e possano mettere in atto certe nefandezze. Ci disgusta che le istituzioni restino a guardare mentre lo fanno. Tutto ciò ci disgusta ma non ci spaventa. Il Socrate Occupato continuerà ad essere una casa, un diritto per i rifugiati politici che due anni e mezzo fa decisero di non voler più dormire al freddo in stazione, e nessun rigurgito fascista o razzista potrà impedirlo. E' anche per questo che il 28 giugno scenderemo in piazza al fianco dei richiedenti asilo per esprimere il nostro pieno dissenso contro ogni forma di razzismo, sia esso istituzionale o di violenta matrice nazifascista.

 -Collettivo di supporto del Socrate Occupato-

giovedì 7 giugno 2012

L'assessore regionale Maria Campese aderisce alla campagna contro l’obiezione di coscienza in sanità


L’assessore regionale Maria Campese aderisce alla campagna nazionale di sensibilizzazione “Il buon medico non obietta” promossa oggi in tutta la Puglia dalla Consulta di bioetica con l’obiettivo di riaffermare il diritto all’autodeterminazione delle donne nei casi di interruzione di gravidanza, secondo quanto previsto dalla legge 194 del 1978.

“E’ una battaglia antica – commenta la Campese – sulla quale pesano valori di ordine morale, etico, politico e religioso considerato che la stessa legge garantisce l’obiezione di coscienza dei medici. Ma è paradossale che in uno stato laico l’80 % dei medici e paramedici si dichiari obiettore, tradendo il diritto di scelta delle donne ribadito dal ben 70 per cento degli italiani nel 1981 con referendum popolare.

Evidentemente – continua l’assessore regionale – i motivi che spingono i medici all’obiezione non sono sempre e solo di natura personale ed etica, ma legati al contesto sanitario in cui operano. E’ chiaro a tutti che il tentativo di conciliare l’autonomia delle donne ad interrompere la gravidanza con quella del medico è impraticabile se al centro della dolorosa scelta non si mettono le pazienti ma si continuino a sostenere, invece, interessi lobbistici e clericali. Il rischio di ritornare agli anni bui dell’aborto clandestino è reale: bisogna vigilare sulla legge e, al contempo – conclude Maria Campese -, aprire un varco al dialogo nel sistema della sanità pubblica, che non può disconoscere la richiesta di aiuto legalizzata delle donne”.

venerdì 1 giugno 2012

2 GIUGNO 2012: LA REPUBLICA SIAMO NOI !


2 GIUGNO 2012

LA REPUBLICA SIAMO NOI !

Dopo gli ultimi avvenimenti che hanno colpito le nostre coscienze, dall'attentato dinamitardo di Brindisi che ha coivolto gli studenti della scuola Morvillo Falcone, al terremoto che ha devastato l'Emilia Romagna, il 2 Giugno rappresnta per noi un'occasione per ribadire i valori che questa data porta per il nostro Paese.

Il voto del 2 Giugno del 1946 ha permesso l'accesso alle urne per la prima volta nella storia d'Italia alle donne e a sancito con la nascita della Repubblica e con l'elezione dell'Assemblea Costituente la fine del ventennio fascista e della sua dittatura.

Per questo riteniamo incoerente e vergognoso ricordare questa data con una parata militare, in profondo contrasto con il valore che la nostra costituzione sancisce con l'art. 11 “L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA”.

E' intollerabile che in aiuto ai terremotati emiliani il Governo Monti stanzi fondi insufficienti per le operazioni di supporto, e per giunta ricavati dall'aumento delle accise sui carburanti, facendo pagare tali costi indistintamente a tutte e tutti, anziché tassare i ricchi, i loro patrimoni e i loro beni di lusso.

Noi Giovani Comunisti di Bari ribadiamo la nostra opposizione al governo Monti e ai partiti che lo sostengono, colpevoli della macelleria sociale che stanno perpetuando con l'aumento dell'età pensionabile e la diminuzione del reddito pensionistico, con l'attacco alla dignità dei lavoratori che intende colpire l'art.18, con il raddoppiamento dei finanziamenti alle spese militari (la guerra ci costa 2 milioni di euro al giorno!!!), con l'introduzione dell'IMU che tassa la prima casa di proprietà e con l'aumento del valore dell'iva su tutti i beni, causando l'aumento dei prezzi al consumo.

Contro tutti questi provvedimenti di austerità e contro la recessione che ne deriva, noi crediamo che una alternativa a queste politiche neoliberiste sia possibile.
Per questo è necessario una uscita a sinistra dalla crisi: innalzando i salari e favorendo i consumi, promuovendo l'intervento pubblico dello Stato in economia, pianificando la crescita del paese in senso solidale, riconvertendo l'economia in senso ambientale, introducendo una tassa patrimoniale e una soglia alle pensioni e agli stipendi “d'oro” che permettano una ridistribuzione della ricchezza, ed istituendo un reddito sociale che tuteli tutti i cittadini colpiti dalla crisi.

Noi Giovani Comunisti\e lanciamo un appello alla MOBILITAZIONE GENERALE CONTRO IL GOVERNO MONTI aperta a tutti i cittadini, i colelttivi, i partiti, le associazioni, le organizzazioni sindacali e i movimenti.

Bari, 2 giugno 2012

GIOVANI COMUNISTI BARI