Gestione pubblica dell'acqua ed esternazioni dell'assessore Amati
La Regione Puglia ha legiferato sulla gestione dei servizi idrici. Il testo approvato in consiglio regionale ha dovuto prendere atto dei risultati straordinari del referendum, per cui ora è possibile resituire alla gestion epubblica un bene primario per la vita.
Permangono tuttavia numerosi elementi di criticità, a partire dalla mancata corrispondenza fra il declamato diritto all'acqua e la sua effettiva esigibiliutà: il quantitativo minimo vitale non è garantito, visto che è subordinato ad eventuali avanzi di amministrazione. L’assessore Amati motiva ciò con la mancanza di fondi e la mutata “Era geologica”.
Evitando la fin troppo facile tentazione di rispondere elencando altre forme di spesa sulle quali sarebbe stato il caso di risparmiare. Riteniamo che una diversa modulazione delle tariffe avrebbe potuto da un latoconsentire la gratuità del minimo vitale e dall'altro scoraggiare lo spreco.
Perchè, rendere pubblico un bene significa anche cambiare radicalmente le "logiche aziendali" e cio richiede che la partecipazione dei cittadini avvenga, oltre che nelle scelte generali, anche nella organizzazione e nella gestione.
Ci allarma perciò il livore ed il tono allusivo che troviamo nelle parole con cui l'assessore Amati, dal sito istituzionale della regione Puglia, si riferisce così a non ben definiti “partiti e movimenti di sinistra” ed al comitato pugliese “Acqua Bene Comune “. Forse qualcuno aveva pensato che la collaborazione nella stesura della legge si sarebbe potuta trasformare in un reclutamento negli organi di amministrazione dell'AQP.
A chi si riferisce l'assessore? A Rifondazione Comunista, partito inequivocabilmente ed orgogliosamente di sinistra? Dovremmo forse sentirci chiamati in causa?
Davvero l'assessore pensa che gli esponenti del comitato pugliese “Acqua Bene Comune“, forse proprio a causa della loro irriducibilità ai compromessi, meritino questa insinuazione? Perchè tanto nervosismo?
Questa calunnia poteva davvero evitarla: non vorremmo che la Puglia passasse da prima regione a ripubblicizzare a prima regione che rompe con i soggetti più avanzati nella difesa dei beni pubblici.
Bari, 16 giugno 2011
Tonia Guerra, segreteria regionale PRC Puglia
Sabino De Razza segretario Provinciale PRC Bari
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venerdì 17 giugno 2011
mercoledì 15 giugno 2011
Comunicato dei Lavoratori AQP
COMUNICATO
Bari 15 giugno 2011
Ieri, 14 giugno 2011 il Consiglio Regionale della Puglia ha approvato la Legge sulla gestione del servizio idrico integrato e la costituzione della Azienda Regionale Acquedotto Pugliese AQP.
Il Disegno di Legge approdato in aula non era quello votato dalla Giunta Regionale nella primavera del 2010, scritto con il contributo del Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune".
Le modifiche apportate al testo dagli emendamenti presentati nelle commissioni consiliari avevano radicalmente modificato, in alcuni aspetti essenziali, il senso della legge.
Ieri pomeriggio, con un pressing estenuante e faticosissimo, insieme al Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune" con il sostegno di tutti i comitati territoriali e locali del Popolo dell'Acqua che hanno invaso la rete le le redazioni dei media di comunicati a sostegno del confronto che stavamo sostenendo a margine della seduta consiliare, abbiamo tentate una ultima azione di recupero delle norme più controverse.
Alcune delle nostre osservazioni hanno trovato accoglimento in emendamenti presentati ed approvati in aula.
Purtroppo non tutte le modifiche che ritenevamo necessarie si sono trasformate in emendamenti.
Verso le 19.00 il DDL è diventato Legge della regione.
Vorremmo poter festeggiare, forse dovremmo festeggiare, ma senza farci prendere da facili entusiasmi, sarà necessaria un'attenta lettura del testo varato in aula.
Tuttavia sarà facile per noi lavoratori AQP renderci conto se la Legge Regionale cambia realmente le cose o se Gattopardescamente lascia le cose come stanno.
Essenziali saranno i prossimi 60 giorni, entro i quali dovrà essere redatto il regolamento del nuovo soggetto nato da questa legge.
Ma se il testo del regolamento sarà scritto a quattro mani con chi è più vicino a Federutility piuttosto che con il "Popolo del 13 giugno" allora veramente ci sarà poco da festeggiare.
Per questo oggi sospendiamo ogni giudizio.
La partita è ancora tutta in piedi.
Potrà essere un grande trionfo della democrazia e della partecipazione o, ancora una volta, il tradimento delle speranze e dell' entusiasmo che i cittadini hanno mostrato con la partecipazione ai Referendum.
Quando tutto sarà concluso, quando l'acronimo SPA sarà cancellato dall'oggetto sociale dell'Acquedotto, allora veramente festeggeremo con entusiasmo.
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mercoledì 9 marzo 2011
IL 12 MARZO AL FIANCO DEL POPOLO DEI DIRITTI E DEL BENE COMUNE
Comunicato stampa
IL 12 MARZO AL FIANCO DEL POPOLO DEI DIRITTI E DEL BENE COMUNE
La giornata del 12 marzo è un'altra tappa del vasto movimento di rivolta contro un Governo e un Presidente del Consiglio indegni di un paese civile: siamo stati con le lavoratrici e con i lavoratori in lotta per la difesa dei loro diritti, con le donne che ribadivano la propria dignità contro il sessismo volgare di chi le considera a disposizione del potere, al fianco degli studenti, dei ricercatori, dei docenti e dei precari della scuola e dell’università, con il popolo dell’acqua e dei beni comuni, per la libertà di stampa e in difesa della Costituzione.
Il 12 marzo è l’occasione in cui tutte queste soggettività, ciascuna con la propria autonomia e i propri contenuti, riprendono parola per imporre le vere priorità del Paese oltre il chiacchiericcio stucchevole e assordante che dilaga dai luoghi del potere.
In Puglia l’intera giornata è segnata dalla mobilitazione:
la manifestazione nazionale del mattino per i 2 sì al referendum e per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese incontra le ragioni di tutti i beni comuni e si collega a quella pomeridiana per la libertà di stampa e il rispetto della Costituzione.
Rifondazione Comunista partecipa a tutte le mobilitazioni della giornata:
- perché vengano cancellate le leggi che obbligano a privatizzare i servizi idrici;
- perché l’Acquedotto Pugliese sia ripubblicizzato e restituito alla comunità, mettendolo definitivamente al riparo dai tentativi di speculazione;
- perché venga scongiurato il ritorno del nucleare e preservato il territorio dall'aggressione di discariche,
inceneritori e selve eoliche e fotovoltaiche;
- per difendere la scuola pubblica dalle offese del presidente del Consiglio, che infangano il ruolo che la Costituzione le assegna e umiliano la libertà di insegnamento;
- per dire no ai tagli che hanno ridotto le scuole in bolletta e che anche il prossimo anno falcidieranno i posti di lavoro con la soppressione di 19.700 cattedre (oltre 900, in Puglia, nella sola scuola superiore);
- perché vengano tagliati le spese militari ed il finanziamento alle private, destinando le risorse a scuola e università pubbliche;
- per difendere la Costituzione Italiana dagli attacchi quotidiani e dal degrado civile e politico
- PERCHÉ BERLUSCONI E IL SUO GOVERNO VADANO A CASA E INIZI UNA VERA STAGIONE DI
RINNOVAMENTO ANCHE PER L’ITALIA.
Saremo presenti la mattina del 12 marzo in Piazza Umberto a partire dalle 9,30 per la mobilitazione nazionale per la difesa dell'Acqua Bene Comune ed il pomeriggio in Via Vittorio Emanuele alle 17,00 per la difesa della Costituzione.
Bari, 8.03.2011
Sabino De Razza, Segretario Provinciale PRC BARI
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