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venerdì 12 agosto 2011

IO STO' CON I MIGRANTI


IO STO' CON I MIGRANTI

In mare, ai porti, nelle campagne, nei centri di detenzione, nelle città: quella che è in atto è una vera e propria guerra contro i migranti.
Lo sciopero dei braccianti di Nardò, lo sfruttamento nelle campagne del foggiano e nel fotovoltaico, gli sbarchi sulle coste salentine, i respingimenti dai porti pugliesi verso la Grecia, il mancato soccorso in mare, i morti nel mar Mediterraneo, le deportazioni da Lampedusa, la tendopoli di Manduria, gli altri non luoghi di sospensione del diritto, i tempi di permanenza nei CARA e le difficili condizioni di vita all'interno, le problematiche connesse alla "Convenzione Dublino", la negazione del diritto d´asilo, il prolungamento del tempo di detenzione nei CIE, la costruzione di mega strutture lesive di ogni diritto e della dignità umana come quella di Mineo, l'inesistenza di politiche per un'accoglienza "diffusa" e della "seconda accoglienza", l'assenza di politiche sociali ed abitative, l'estrema precarietà in un periodo di forte crisi economica, la clandestinizzazione connessa alla perdita del contratto di lavoro, il nuovo "accordo d'integrazione", il razzismo istituzionale, etc. Tutto ciò evidenzia ancora una volta la mancanza di una politica dell´immigrazione che continua invece ad essere trattata dal governo, dalle amministrazioni locali e dalla classe politica come fosse un´emergenza oppure una questione di ordine pubblico.
A partire dalle singole vertenze che sono già in atto ed alle quali va tutto il nostro appoggio, la rete antirazzista di Bari ritiene necessaria e non più rinviabile una riflessione complessiva, per la costruzione di una piattaforma politica che parta dalla denuncia dell´esistente, per rivendicare diritti per tutte e tutti a partire dalle rivendicazioni delle lotte in corso.
Queste le difficili condizioni che si trovano a vivere i migranti e che hanno aperto il ciclo di lotte e rivolte che sta attraversando l´Italia, nei CIE, nei CARA, a Mineo, a Crotone, a Bari, a Nardò.

Per questo la rete antirazzista barese convoca un'assemblea il 2 settembre a Bari,presso la sede della Associazione Puglia Bangladesh, via Sagarriga Visconti, n.192, alle ore 17.30, anche in preparazione di una manifestazione meridionale nella prima metà di settembre.

Rete Antirazzista di Bari

mercoledì 3 agosto 2011

Assenza di risposte politiche dalle istituzioni

Assenza di risposte politiche dalle istituzioni.
Così si potrebbe sintetizzare il risultato dell´incontro di oggi in Prefettura presieduto dal sottosegretario all´Interno Mantovano. Non ci sarà la concessione del permesso umanitario per tutti, ma solo un pagliativo per "sedare gli animi", ovvero la creazione di una seconda Commissione per l´analisi individuale delle richieste di asilo politico. Dunque accorciare i tempi d´attesa ma moltiplicare i casi di diniego così come successo finora dato che non si tiene conto del fatto che i migranti provengono dalla Libia in guerra. Non si tiene conto del fatto che l´Italia contribuisce alla guerra in Libia con tutte le conseguenze che provoca sulla vita delle persone e di cui si deve far carico, non si tiene conto del fatto che la sorte della vita di ogni singolo rifugiato viene affidata al giudizio di una Commissione e non alla volontà politica di uno Stato che deve riconoscere il permesso di soggiorno a tutti coloro che fuggono dalla guerra. In Commissione sulla testa di ogni singola persona si giocheranno le conseguenze di una guerra internazionale.
I migranti hanno messo a repentaglio la propria vita con la rivolta di Bari, "O vita o morte" gridavano, hanno sollevato una questione politica di portata nazionale che non si può risolvere con la creazione di una commissione su Bari. E per gli altri migranti dei centri di Ponte Galeria, di Capo Rizzuto, di Mineo e di tutti gli altri centri cosa si fa? I migranti fuggiti dalla guerra, esasperati dalle attese, dai dinieghi, dalla militarizzazione della loro vita rinchiusa in un centro che non garantisce alcuna dignità, sono esplosi in rivolta per riappropriarsi del diritto alla vita, una vita distrutta dalla guerra. Perciò non possiamo accettare nemmeno la soluzione della "tolleranza zero" di Mantovano, ovvero arresti e privazione della libertà per coloro che hanno lottato per riconquistarla. Hanno lottato per tutti i migranti attirando finalmente l´attenzione della politica nazionale e locale, entrambe latitanti davanti alle morti nel Mediterraneo o davanti alle svariate manifestazioni che hanno preceduto la rivolta, davanti alle richieste che hanno portato in Regione, presso gli enti locali e a esponenti politici. Perciò rifiutiamo la criminalizzazione messa in atto con gli arresti di alcuni (28 fino ad oggi con altre che su cui stanno proseguendo le indagini) per terrorizzare gli altri. Una criminalizzazione della richiesta di diritti che fa corto circuito se tale richiesta proviene da persone già private dei loro diritti, già rinchiuse in centri militarizzati e che solo la loro rabbia ha portato a far "esprimere" almeno un´istituzione. Istituzione che non fa altro che proclamare uno stato d´emergenza dal 1991 e così gestisce le politiche migratorie da vent´anni.
Un´emergenza regolata con lo stato di detenzione nei centri che non fanno altro che sfornare clandestini da vent´anni. Clandestini utili all´economia poiché si trasformano in manovalanza a nero. E poiché questo è il sistema, ogni migrante viene trasformato in schiavo. Ma non a vita. E´ successo a Rosarno, oggi a Nardò che i braccianti agricoli immigrati e quindi schiavizzati si stanno riprendendo i propri diritti incrociando le braccia e intraprendendo uno sciopero fintato che non gli viene riconosciuta la giusta paga per il lavoro che fanno.
Un sistema che sta andando in tilt dunque, grazie alle lotte intraprese dai migranti e che movimenti, associazioni, sindacati e società civile stanno sostenendo, laddove non è più possibile tollerare i vuoti della politica insieme alla mal gestione. Quindi per continuare a comprendere come sostenere i processi in atto ci rivediamo domani alla Parrocchia San Sabino alle ore 20.00 in vista anche dell´incontro di sabato 6 agosto alle ore 16.00 a Nardò.

Rete Antirazzista Bari

martedì 2 agosto 2011

Angelo Cassano: La rivolta di Bari, come a Rosarno

Angelo Cassano
La rivolta di Bari, come a Rosarno

Un tappeto di detriti, di pietre, di candelotti di lacrimogeni è rimasto sull'asfalto della tangenziale di Bari, nelle campagne che circondano il Centro di «accoglienza» per richiedenti asilo e la linea ferroviaria. Da una parte agenti di PS, Carabinieri e Finanza in tenuta antisommossa e dall'altra l'esasperazione di un gruppo nutrito di migranti provenienti dalla Libia. Da mesi organizzano presidi invano. Hanno provato ad avere garanzie e risposte politiche da chiunque a incominciare dal Presidente della Regione, dalla Prefettura (Bari è l'unica città in Italia che da 6 mesi non ha il Prefetto). Le loro richieste sono rimaste inascoltate. Troppo impegnata la politica per occuparsi degli ultimi, dei migranti, di chi vive ai margini della città. E così una nuova manifestazione ha avuto una portata figlia della rabbia e della disperazione. Una rabbia naturale, dopo essere scappati da una guerra, dopo aver attraversato il Mediterraneo (magari guardando impotenti un tuo amico morire in mare), dopo essere stati trattenuti all'afa di una tendopoli, trasportati come pacchi e poi condannati a rifare tutto da capo tornando a quell'inizio da cui erano scappati. Ieri mattina all'alba i migranti hanno bloccato tutte le principali vie d'accesso da nord alla città, investendo con la loro disperazione tutti coloro che generalmente girano la testa dall'altra parte. La polizia non si è fatta scrupoli nel caricare i migranti, nell'arrestarne alcuni, nel far piovere su tutta la zona i terribili lacrimogeni al CS, noti ai più per essere gli stessi usati in Val di Susa.

Bari come Rosarno insomma, perché di questo parliamo. La caccia all'immigrato però questa volta l'ha compiuta lo Stato, lo Stato che per bocca del sottosegretario Mantovano dice che «la violenza è intollerabile», come se la condizione a cui i migranti sono costretti nel Cara e in generale in Italia fosse tollerabile. In questi giorni in Puglia i migranti di Nardò stanno scioperando contro la condizione di schiavitù in cui vivono nel silenzio dei più, la tendopoli di Manduria è destinata a cambiare luogo spostandosi in una base militare a S.Vito, quotidianamente arrivano notizie terribile sui Cie che hanno sede nella regione. Questa esplosione di rabbia viene da lontano. I migranti di Bari hanno preso in carico la propria sorte e si sono posti al centro del dibattito e della società pugliese. Questa giornata (curiosamente mentre si ricordano qui a Bari i venti anni dello sbarco della Vlora con 20.000 albanesi a bordo) non può rimanere un punto isolato. Non possiamo perdere questa occasione. Per noi, per loro, per la nostra terra.

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/08/articolo/5113/

lunedì 1 agosto 2011

Rivolta al CARA di Bari-Palese

Gli incidenti di questa mattina, tra gli immigrati ospiti del CARA di Bari e le forze dell'ordine, sono la diretta conseguenza delle politiche contro i migranti del Ministro dell'Interno Maroni.
Da mesi gli immigrati chiedono, dopo aver effettuato diverse forme di lotta, il riconoscimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Infatti i migranti ospiti del Cara, cosi come quelli di Manduria, di Palazzo San Gervasio in Basilicata e Mineo in Sicilia, provengono tutti dalla Libia dove lavoravano da anni e hanno perso tutto a seguito della guerra in corso in quel Paese.

L'esasperazione ha portato oggi ad una forma di lotta che non avremmo voluto, ma bisogna anche dire che sono andati a vuoto tutti i tentativi di di trattativa; in questo la responsabilità del Ministro Maroni, che preferisce avere immigrati clandestini anziché immigrati regolari, è grave.

Continueremo a batterci al fianco dei migranti affinchè venga loro concesso il permesso di soggiorno per motivi umanitari e per la chiusura del Campo di Manduria.

Bari, 1 agosto 2011

Sabino De Razza, Segretario Provinciale Rifondazione Comunista Bari

Al fianco dei migranti del Cara di Bari-Palese

Al fianco dei migranti del Cara di Bari-Palese

Una rivolta annunciata quella dei migranti del C.A.R.A. di Bari-Palese. Stamattina eravamo con loro che hanno manifestato la loro rabbia fuori dal CARA. Eravamo con loro già da quando sono arrivati a Manduria, scappando da una guerra a cui l'Italia contribuisce con il suo arsenale. Eravamo con loro quando sono arrivati al CARA di Bari e hanno deciso di fare domanda d'asilo.

Abbiamo sentito le loro lacrime, le loro grida di rabbia quando hanno ricevuto il diniego in quanto non riconosciuti degni di asilo politico. Proprio così, perché per il Ministero dell'Interno non ha importanza se sei in fuga da una guerra, se la Libia è sotto i bombardamenti della Nato o di Gheddafi o dei ribelli e se è il paese il cui lavori da anni, se avevi una vita, non importa se in Libia ti danno la caccia sia gli uomini di Gheddafi sia i rivoltosi. Non importa insomma da dove vieni: non sei cittadino libico quindi non hai diritto d'asilo.

L'attesa nel C.A.R.A. significa mesi di degrado terribile, senza doccia, con un solo pasto al giorno, isolato dalla città, senza possibilità di vita all'interno di una struttura militarizzata come il CARA di Bari (all'interno appunto di una base dell'Areonautica). E dopo la penosa attesa arriva il diniego del permesso di soggiorno che significa ricevere la condanna definitiva del ritorno all'inferno da cui sei scappato.

Dopo aver chiesto alla Presidenza della Regione, agli Enti Locali, a esponenti politici, dopo aver occupato per due volte i binari, dopo aver manifestato in tanti sotto la Prefettura di Bari senza aver alcuna risposta se non un "si vedrà" stamattina è esplosa la rabbia. Non si può

giocare con la vita delle persone, non si può giocare per equilibri politici con una vicenda umanitaria che quotidianamente assume i tratti della tragedia (mentre stamattina a Bari i migranti manifestavano il Mediterraneo ha fatto arrivare a Lampedusa un altro barcone con altri 25 morti a bordo). Non si può dire come ha fatto il Sottosegretario Mantovano semplicemente che "la violenza è intollerabile", per noi è ancora meno tollerabile attraversare il Mediterraneo scappando da una guerra, vedendo morire i tuoi compagni di viaggio, essere rinchiuso in una tendopoli dove la regola è lo stato di eccezione, e poi ancora attendere in una base militare per essere rispedito verso morte certa o abbandonato a una vita da clandestino. E' intollerabile che dal 1991 ci siano solo risposte di politica emergenziale come l'ultima proposta della Regione Puglia che decide di chiudere la tendopoli di Manduria per riaprire la ex- base militare di San Vito dei Normanni, una discarica di amianto che si vuole trasformare in un´ennesima discarica umana.

Stamattina eravamo al loro fianco e continueremo a camminare con loro imparando dalla loro determinazione la capacità di prendersi ciò che è dovuto senza indietreggiare, senza aver paura, assumendosi fino in fondo le scelte dei gesti che la rabbia ti costringe a compiere. Per proseguire il percorso di sostegno ai migranti che chiedono il permesso di soggiorno e in vista dell'arrivo di mercoledì del sottosegretario Mantovano per discutere della situazione in Prefettura, si terrà l'assemblea antirazzista domani 2/8/2011 alle ore 20:00 alla Parrocchia San Sabino, in Via Caduti Caduti del 28 luglio 1943 n. 5.


Rete Antirazzista Bari

sabato 25 giugno 2011

Verso la manifestazione regionale antirazzista del 5 luglio

Verso la manifestazione regionale antirazzista del 5 luglio
per il diritto d'asilo politico ed umanitario


Il 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato a Bari, oltre 200 richiedenti asilo, con il supporto della Rete Antirazzista di Bari, hanno protestato sotto la presidenza della Regione Puglia, per chiedere diritti fondamentali, quali l'assistenza legale garantita ed il permesso di soggiorno per motivi umanitari per coloro che vengono dalla Libia, un paese che è sotto il bombardamento della NATO.
Il 22 giugno è stata approvata dall'ordine degli avvocati una delibera in via provvisoria volta a garantire assistenza legale gratuita a tutti i rifugiati e richiedenti asilo, in particolar modo per coloro che provengono dalla Libia.

La Rete Antirazzista di Bari lancia un appello per una manifestazione regionale antirazzista per il 5 luglio sui seguenti punti:
- permesso di soggiorno per coloro che provengono dalla libia
- ripudio di ogni forma di guerra
- chiusura dei CIE e contro il decreto del Ministro Maroni che scarica sulla questione immigrazione l'attuale crisi del Governo, proponendo la detenzione nei CIE fino a 18 mesi
- chiusura delle tendopoli, che non sono altro che lager che umiliano la dignità umana
- per un piano di accoglienza regionale per rifugiati e richiedenti asilo

Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, le organizzazioni sindacali, la società civile e a tutti i movimenti ad appoggiare e sostenere questo percorso.
Si terrà la prossima assemblea in data 2 luglio, ore, 20, in Via Fornari 19, per discutere gli ultimi dettagli della manifestazione e per un coinvolgimento più ampio di tutti\e.

Rete Antirazzista Bari
Comitato rifugiati CARA

per adesioni: manifestazioneregionale5luglio@hotmail.it