martedì 25 maggio 2010

Posizione del PRC-SE Puglia sullo sgombero del CSOA Cloro Rosso di Taranto

Ieri abbiamo appreso con sconcerto della firma da parte del Sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, dell’ordinanza di sgombero del CSOA Cloro Rosso.

Il nostro sconcerto è dettato da tre ordini di motivi.
il primo è di carattere squisitamente politico, e cioè non ci può sembrare ragionevole il fatto che un sindaco di sinistra, nella “Puglia Migliore”, decida che vada chiuso, con un atto violento, un’esperienza, forse l’unica a Taranto, di partecipazione democratica, di costruzione sociale di senso e di produzione culturale alternativa, tutti argomenti che dovrebbero essere non solo propri ma persino prioritari per la Sinistra, in modo particolare quando questa governa e ha la responsabilità di costruire e tutelare l’“altro mondo possibile”, non tradendo il proprio mandato storico.
Il secondo ordine di ragioni è per così dire di scelta delle priorità. Può oggi il sindaco di Taranto, la città dell’Ilva, dei veleni che questa ancora riversa sulla popolazione, la città dei morti di lavoro, la città del dissesto economico lasciato dal governo precedente, riversare la propria “energia amministrativa” sulla chiusura del Cloro Rosso? Noi riteniamo di no. E il nostro dissenso deriva anche dal fatto che il lavoro degli attivisti del Cloro Rosso ci è sembrato, in questi due anni, un lavoro svolto per il bene comune, per l’inclusione sociale nelle periferie degradate, per l’ambiente e per l’antifascismo come valore universale e non solo storico. Tutto ciò non può non rappresentare un bagaglio fondamentale ed irrinunciabile per la città di Taranto.
Infine il terzo motivo ci sembra banalmente dettato dal buon senso; e ha a che fare direttamente con ciò che i ragazzi e le ragazze del Cloro Rosso producono nella periferia di Taranto. La palestra popolare, la biblioteca, i concerti, le mostre, gli spettacoli e gli oltre duecento eventi organizzati in due anni rappresentano, per quell’area abbandonata al degrado sociale, linfa vitale. Svolgono un’azione importantissima di inclusione sociale, al punto da rischiare la propria vita (ricordiamo tutti quello che è successo a Claudio o a Riccardo; e ricordiamo la solidarietà espressa da tutti, ad incominciare dal sindaco in quell’occasione). Per questo motivo riteniamo vadano persino portati ad esempio di determinazione, coraggio e coerenza, non di certo sgomberati.



Auspichiamo che il Sindaco ci ripensi; se ciò non accadesse staremo da una sola parte della barricata: quella delle compagne e dei compagni del CSOA Cloro Rosso di Taranto. Saremo con loro in strada e in ogni luogo dove facciamo politica.
Difenderemo il diritto del CSOA Cloro Rosso di esistere fino all’”ultimo respiro”.



Per la segreteria Regionale del Prc
Nicola Cesaria
Tonia Guerra

martedì 27 aprile 2010

Risposta a "Verde di Rabbia" sull'iniziativa "NEL DUBBIO PITTA" del 25 aprile 2010

Qualche giorno fa, guardando la trasmissione “Verde di Rabbia” su Telebari, abbiamo assistito sconcertati ad un servizio canzonatorio e denigratorio nei nostri confronti: a detta del “simpatico” inviato della trasmissione, la nostra iniziativa del 25 Aprile scorso “Nel dubbio Pitta”, con la quale avevamo cancellato le scritte neofasciste e neonaziste che infestano Bari, avrebbe reso sporchi e inguardabili i muri della città.

La “teoria” alla base del servizio pare essere questa: “questi ragazzi di destra e di sinistra che giocano a fare politica imbrattando la città in un continuo botta e risposta devono andare a fare gli sporcaccioni da un’altra parte”; ora, a parte il fatto che le nostre organizzazioni fanno politica seriamente da anni in questa città, nessuno mette in dubbio che la vernice bianca con cui abbiamo cancellato le scritte neofasciste possa essere antiestetica, ma avremmo voluto che gli amici di Telebari spendessero qualche minuto del loro tempo a riflettere sulle ragioni alla base della nostra iniziativa, che si inserisce in un silenzio assordante sul tema dell’antifascismo che siamo costretti a riscontrare da qualche anno a questa parte.
Avrebbero potuto accennare quantomeno ai motivi che ci hanno spinto a prendere in mano secchi e pennelli ma invece hanno scelto la denigrazione. “Luridi”, “nzivusi”,”ragazzi che giocano a fare politica” sono solo alcuni epiteti che ci sono stati affibiati (senza peraltro essere mai nominati direttamente): una sporcizia verbale che non ha nulla a che vedere con la satira, non suscita alcun sorriso, se non di compatimento; non ci fa ridere affatto pensare che il gesto simbolico di alcuni ragazzi che credono ancora nei valori della Resistenza possa essere additato come simbolo di incultura e mancanza di senso civico.
Un gesto come il nostro, legittimamente criticabile nei modi, è quantomeno un segnale di speranza in un momento in cui fra le giovani generazioni ci sono spesso nei confronti della Resistenza sentimenti di indifferenza se non di ostilità. Forse è il caso di chiarire che la nostra vernice bianca è solo un *simbolo*, e che chi dovrebbe invece occuparsi di ripulire i muri *cancellando* le scritte non siamo certo noi! Forse gli autori del servizio preferiscono immaginare i ragazzi pugliesi come un esercito di cervelli lisci,vuoti,senza caratteristiche né memoria, proprio come i muri della loro città ideale.

Cosa preferirebbe un ebreo tra una svastica e una chiazza bianca?

Cosa preferirebbe uno straniero dalla pelle scura, una scritta "negro di merda" o una chiazza bianca?




Link Bari, Uds Bari, Linkredulo, Zona Franka, Giovani Democratici Bari, Giovani Comunisti Bari.





N.B.
La pulizia ad opera dell'AMIU può essere effettuata solo su muri di proprietà comunale e su esplicita richiesta del comune. Lì dove le scritte sono fatte su palazzi o edifici privati spetta al privato la pulizia e pagare un intervento di quel tipo costa molto.

lunedì 15 marzo 2010

Il Ballo della Costituzione

Altre novità dal Parlamento Italiano! Dopo il famoso evento del Ballo delle Debuttanti del 2008, dove ministri inesperti, inaffidabili e incompetenti hanno fatto il loro debutto nel parlamento italiano, buttando nel baratro l’istruzione e l’università pubblica italiana, ora c'è un nuovo evento che imperversa su tutti i giornali italiani.. Il Ballo della Costituzione!!

Infatti, il governo di centro destra il 5 marzo, dopo aver emanato un decreto assolutamente incostituzionale, ha deciso di organizzare un ballo in suo onore per darle l’ultimo e definitivo addio.

- Addio all'articolo 72, grazie al Decreto Salvaliste. Per l'incompetenza di chi ha presentato le liste in Lombardia e nel Lazio, si scavalca la Costituzione, che prevede che il Governo non possa emanare decreti in ambito di materia elettorale.

- Addio agli articolo 35, 36, 37, 38, 39 e 40, addio al diritto al lavoro: i lavoratori da tempo non hanno più tutele come parte debole nel rapporto di lavoro, non hanno più retribuzioni adeguate, la disoccupazione femminile è alle stelle, le forme di previdenza vengono messe in dubbio, i sindacati ed il diritto di sciopero sono sotto attacco. Precarietà e ricattabilità sono il destino di tutti i lavoratori.

-Addio all'articolo 34 ed al diritto allo studio: le scuole private vengono finanziate dallo Stato, mentre la scuola pubblica affonda. Si abbassa l'obbligo scolastico, consegnando la formazione dei giovani nelle mani delle imprese. L'Università subisce la mannaia dei tagli e rischia la privatizzazione. Le tasse universitarie aumentano, così come aumentano sprechi e privilegi.

Di fronte a questo scempio chiediamo che la Costituzione, nata dalla Resistenza e fondamento della Repubblica Italiana e della sua società, venga applicata e non resti lettera morta.
Non affidiamo la legge ai fuorilegge!


Pietro Pasculli, Coordinamento Provinciale GC Bari 





mercoledì 10 marzo 2010

L’Università in crisi... non per la crisi!

L’Università in crisi... non per la crisi!
Venerdì 12 marzo 2010 ore 9:00 - P.zza Umberto I Bari: 
Studenti in piazza contro la Gelmini, contro il buco, per il Diritto allo Studio

Gli effetti, tanto temuti e altrettanto pronosticati, dei tagli del Ministro Gelmini si sono finalmente palesati: l’aumento delle tasse universitarie. Ben lontani dall’essere dettati da una misura d’emergenza contro la crisi, i tagli di fondi che il Ministro Gelmini ha imposto all’università italiana (nel quinquennio 2008-2013 di 1,5 miliardi di euro), sono dettati da un preciso piano politico: depauperare l’università pubblica, costringerla al fallimento e poi affidare l’istruzione ai privati, che renderanno la conoscenza un bene elitario o una merce di scambio da immettere nel mercato capitalistico del lavoro.
Ad ogni modo, per comprendere le strategie ora in atto nel Nostro Paese, è bene rilevare il dato che l’Università è solo uno dei settori dell’Istruzione pubblica, danneggiati dalle politiche neoliberiste dell’attuale governo. Con l’abolizione dell’ICI, i Comuni si trovano a gestire gli asili nido con notevoli difficoltà, restringendo il numero di accesso dei bambini e alimentando il mercato degli asili privati, accessibili solo ai più abbienti; con ilmaestro unico, la scuola primaria, fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo, è tornata indietro di 90 anni alla Riforma Gentile del ‘23; con i tagli alla scuola media, la riduzione degli insegnanti - e il conseguente accorpamento delle classi - ha reso più debole e meno efficace la didattica in aula.
A breve tempo, il compimento della Riforma Gelmini e dei suoi tagli sarà visibile sotto gli occhi di tutti: il lento e strisciante depauperamento dell’Istruzione Pubblica porterà a rendere più appetibili le Università Private, che, a parità di tasse elevate ma con una offerta didattica migliore, risulteranno - per chi può permetterselo – più “convenienti” rispetto alle Università Pubbliche, rese scadenti dalle politiche consapevolmente autolesioniste di un governo neoliberista.
La situazione dell’Università di Bari è a un passo dal dissesto finanziario. A causa sia dei tagli della Gelmini, sia delle politiche scellerate di spese senza copertura del precedente rettore Girone (assunzioni immotivate, acquisto di immobili inutilizzati), ma anche del rifiuto di pensionamento di molti professori\Baroni che ogni anno continuano a costarci 2,4 milioni di euro, l’Università degli Studi di Bari si trova a dover coprire un buco di 52 milioni di euro.
Varie sono le proposte avanzate per risolvere questa situazione, tra cui quella di vendere una parte del patrimonio immobiliare dell’Università, ma due sono quelle che i Giovani Comunisti rifiutano nettamente: l’aumento delle tasse universitarie e la richiesta di un mutuo bancario di 20 milioni di euro.
Nel primo caso, riteniamo che l’aumento delle tasse sarebbe una misura emergenziale, un palliativo non in grado di risolvere un deficit strutturale delle casse universitarie. Anche un aumento del 40% (la peggiore delle ipotesi) dell’aumento tasse porterebbe nelle casse universitarie appena 6 milioni di euro in più. Inoltre sosteniamo che le misure di risanamento non debbano partire “dal basso”, dagli studenti, ma “dall’alto”, innanzitutto da quei professori\baroni che, pur raggiunta l’età di pensionamento, non intendono congedarsi dai propri incarichi universitari: se tali sedicenti amano tanto il loro lavoro, possono prestare i loro servizi all’università gratuitamente e vivere dignitosamente della propria pensione.
Nel secondo caso, riteniamo che la richiesta di un mutuo significherebbe legare l’università ad un esterno, ad un privato, che potrebbe influenzarne le sorti a proprio piacimento. Siamo consapevoli che è richiesta di molti studenti quella di porre un ponte tra l’università e le aziende, una richiesta che deve essere soddisfatta, ma non in questo modo.
La situazione del Diritto allo Studio della Regione Puglia non è più rosea. Per quanto concerne l’erogazione delle “Borse di Studio”, stando ai dati forniti dal MIUR nell’anno 2007\2008 in Puglia su 15.000 studenti idonei a ricevere una borsa di studio, solo 7.900 hanno visto riconosciuto il proprio diritto, con una copertura solo del 50,1%. Quest’anno sappiamo che solo il 54,4% degli studenti idonei ha ricevuto effettivamente la borsa di studio.
Per quanto riguarda il diritto all’Alloggio, stando ai dati forniti dal MIUR nell’anno 2007\2008 in Puglia, per 3.000 studenti fuori sede, esistono alloggi universitari per un numero di ospiti 1.400. Ma il dato più drammatico è che, dei 1600 studenti fuori sede esclusi dai collegi, solo 300 decide di inviare alla Regione Puglia la richiesta di ricevere un contributo per pagare un alloggio presso privati. Solo 228 hanno ricevuto un contributo.
Venerdì 12 marzo 2010, i Giovani Comunisti scenderanno in piazza per gridare che i tagli all’università e il conseguente aumento delle tasse universitarie sono un atto vergognoso, perché permettono l’accesso alla conoscenza solo a chi ha i soldi per permettersela. L’elitarismo sociale ed economico, a cui la Riforma Gelmini espone l’Università pubblica, è ANTICOSTITUZIONALE, perché “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” Art. 3, Costituzione Italiana.
I Giovani Comunisti sostengono pienamente le associazioni studentesche, che in questo momento si stanno opponendo ai tagli del Governo e all’aumento delle tasse universitarie. E alla proposta del sindacato studentesco LINK di abolire il “gettone di presenza” per i componenti del Senato Accademico e del CDA, i Giovani Comunisti propongono l’abolizione dei compensi che i professori universitari ricevono per ogni studente\tesista al momento della seduta di laurea: 250 euro per ogni professore e 350 euro per il presidente della seduta di laurea. In altre parole, chiediamo “Sedute di Laurea a costo zero” e “tagli dall’alto”.

Bari, 10 marzo 2010

Vito Leli, Giovani Comunisti Bari

domenica 14 febbraio 2010

Conferenza Provinciale Giovani Comunisti Bari


Sabato 14 febbraio si è tenuta a Bari la IV conferenza provinciale dei Giovani comunisti, l’organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione Comunista nata nel 1994. Presenti all’appuntamento gli iscritti ai circoli di Bari, Mola di Bari, Conversano, Monopoli, Ruvo di Puglia, Molfetta, Bitonto, Gravina di Puglia, Noci, Casamassima e Cassano delle Murge.
Presente all’iniziativa anche Sabino De Razza, segretario provinciale del partito, e alcuni ragazzi somali che da qualche mese vivono nel Ferrhotel di Bari. Nel suo intervento, uno di loro ha parlato delle convulse vicende politiche che da tempo caratterizzano la Somalia, dei vari pericoli che hanno caratterizzato il suo viaggio verso l’Italia e dell’esperienza all’interno del CARA (centro di accoglienza per richiedenti asilo). Ha inoltre ricordato la straordinaria esperienza del Ferrhotel e l’apporto della Rete Antirazzista, alla quale partecipano varie organizzazioni e singoli cittadini sensibili all’argomento. Sulle attività della Rete Antirazzista si è soffermato anche Chouaib Chtiwi che ha elogiato il progetto portato avanti dall’organizzazione in quanto risultato di un processo partito dal basso.
Dopo i saluti iniziali, sono cominciati i lavori, presieduti da Pasquale De Candia, iscritto al circolo di Molfetta. Presente anche la coordinatrice provinciale uscente Anna Belligero, esponente del primo documento. Durante la sua relazione ha parlato delle attività svolte dai Giovani comunisti negli ultimi cinque anni- la lotta contro i CPT (centri di permanenza temporanea) e la partecipazione al gay pridetenutosi a Bari nel 2003- fino alla dolorosa scissione avvenuta all’inizio del 2009. Ha poi parlato dei “segnali positivi” di ripresa che ci sono stati e delle iniziative “che hanno ridato senso all’organizzazione” come l’esperienza del Ferrhotel.
Sono poi seguiti gli interventi degli iscritti ai circoli e membri del nuovo coordinamento provinciale che comprenderà in tutto tredici persone. Ivan Signorile, iscritto al circolo di Bari San Paolo, ha parlato della necessità di “cooperare fra circoli” al fine di rafforzare l’organizzazione. D’accordo con lui, Angela D’Accolti, iscritta al circolo di Conversano. Silvia Conca, membro della segreteria provinciale, pur esprimendo soddisfazione per le iniziative portate avanti negli ultimi mesi, ha parlato della necessità di fare un “salto di qualità” per proseguire nel migliore dei modi
Pietro Chiaromonte, iscritto al circolo di Bitonto, ha denunciato la “cecità dei dirigenti che ha portato alla crisi del Partito della Rifondazione Comunista” ma ha elogiato il lavoro portato avanti dalla base e l’iniziativa del Ferrhotel.
Gregorio detto Oriano, ha invece parlato della genesi del circolo di Casamassima, nato dalla volontà di tendere la mano a chi vive il disagio e di creare un centro di aggregazione. Andrea Strippoli ha illustrato le richieste che saranno fatte al presidente della regione sulla questione relativa al diritto allo studio.
La recente conferenza nazionale svoltasi a Pomezia ha sancito la vittoria- anche a livello nazionale- del primo documento ("una generazione di sogni, conflitti, rivoluzioni") e l’ingresso di Silvia Conca eAnna Belligero all’interno del coordinamento nazionale, la prima in veste di membro, la seconda invece sarà portavoce nazionale dell’organizzazione insieme a Simone Oggionni.

sabato 6 febbraio 2010

Conferenza Giovani Ccomunisti Bari

VINCE LA GENERAZIONE DEI SOGNI
Si è svolta sabato 6 febbraio presso il circolo Karl Marx di Bari la conferenza di zona dei Giovani comunisti, l’organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione Comunista, nata nel 1995. La conferenza ha visto coinvolti gli iscritti ai circoli di Mola, Casamassima, Bari e Bari San Paolo.
I lavori sono stati presieduti da Silvia Conca, studentessa 25enne iscritta al circolo di Gravina di Puglia, membro della segreteria provinciale di Rifondazione. Due i documenti in gara: il primo, intitolato “Una generazione di sogni, conflitti e rivoluzioni” è stato presentato da Anna Belligero, coordinatrice provinciale iscritta al circolo di Bari, e ha registrato un vero e proprio trionfo ottenendo il 100% dei voti (18 a 0). Il secondo documento- intitolato “Lottare, occupare, resistere!”- è stato presentato da Vittorio, ricercatore universitario iscritto ad un circolo di Avellino.
Ad un anno dalla scissione, è stata sottolineata la necessità di ricompattare nel migliore dei modi l’organizzazione e di “veicolare messaggi positivi, idee che possano davvero portare ad una società migliore e che siano in netto contrasto col dilagare di sentimenti negativi quali l’odio e la paura dell’altro”. Dai vari interventi che ci sono stati è emersa la necessità di “partire dal basso, dal radicamento sui territori, cosa che in tante realtà è stata fatta, basti pensare al partito sociale o all'esperienza del Ferrhotel di Bari. Dobbiamo proseguire su questa strada perché solo così potremo considerarci utili per la società”. Si è parlato molto di scuola, università, lavoro,  ambiente e della questione meridionale, della necessità di lottare contro la privatizzazione dell’acqua, contro il nucleare e contro gli inceneritori.
Domenica prossima presso la federazione di Bari ci sarà la fase finale della conferenza provinciale che vedrà riuniti tutti i circoli del territorio.

venerdì 5 febbraio 2010

Cronaca "nera" dal consiglio regionale pugliese

Ieri, 4 febbraio, nel Consiglio Regionale della Puglia si è aperta una ferita difficilmente rimarginabile. Dopo oltre 4 anni di rinvii, dovevano finalmente andare in discussione le modifiche alla legge elettorale regionale contenute nel programma di governo. Fra le modifiche, tutte importanti in quanto attinenti al nodo cruciale della rappresentanza democratica e al diritto di accesso alle istituzioni di tutte le componenti presenti nella società (è chiaro che lo sbarramento al 4% impedisce tale diritto), vi erano quelle sulla rappresentanza di genere. In un mondo decente la presenza paritaria ed equilibrata dei due generi nelle sedi istituzionali dovrebbe essere, come dire, naturale; non dovrebbe cioè essere oggetto di rivendicazioni o di specifiche disposizioni di legge. In un mondo decente. Sui banchi dell’ ormai “scadente” Consiglio Regionale Pugliese siedono 70 consiglieri, fra cui 1 donna: assistere ad una seduta di Consiglio significa visualizzare questa mostruosità.
Ieri, anche se con un ritardo di qualche anno, si aveva l’occasione per tentare un rimedio, un risarcimento, attraverso l’approvazione di due emendamenti presentati da Rifondazione Comunista, uno sull’ inammissibilità di liste che non rispettassero una equilibrata presenza di genere (non si osava il 50%), l’ altro sulla pari presenza dei due generi in caso di doppia preferenza sulla scheda. La discussione preliminare era stata avviata qualche settimana fa, ma si era alla vigilia delle primarie ed i consiglieri (di destra e di centro-sinistra) decisero opportunisticamente di rinviarla. Non che non ci fossero segnali premonitori, l’assenza del Presidente, il tono dell’ intervento del capogruppo del PD, la svogliatezza che aleggiava nell’aula. Ma, come dire, ci fidavamo degli impegni presi e delle dichiarazioni pubbliche. Alle donne presenti non fu risparmiato niente, neppure lo sberleffo che si levò da parte di alcuni esponenti del centrodestra che, rivolgendosi al capogruppo del PRC che si apprestava a presentare gli emendamenti in questione salutando i consiglieri e “la consigliera”, lo invitavano a salutare anche “l’aula”, “che pure quella è femmina”. Questo fra l’ indifferenza, le risate e gli ammiccamenti dei più, anzi dei “meno”. A noi, che assistevamo sbigottite a quella manifestazione di bullismo istituzionale, restava addosso un inspiegabile senso di vergogna. Ieri l’ aula è tornata ad occuparsi della questione. Per poco, perchè Rocco Palese, candidato della destra alla presidenza della Regione, ha presentato un emendamento per rinviare sine die la discussione. I consiglieri del PRC, nell’ impossibilità di ottenere di votare tutti gli emendamenti, hanno proposto e difeso almeno quelli sulla rappresentanza di genere. La proposta non è stata accolta. L’emendamento della destra è stato votato, con soli 4 voti contrari, da tutti i consiglieri del centro-sinistra, compresi quelli di Sinistra e Libertà. Succede nel terzo millennio, nella Puglia Migliore. Il Presidente era altrove.

Bari, 5 febbraio 2010
Tonia Guerra, Segreteria Regionale PRC
Eleonora Forenza, Segreteria Nazionale PRC