martedì 12 novembre 2013

Le scuole di Bari fra pubblico e privato: il caso (non solo) della scuola San Nicola

Apprendiamo dalle cronache giornalistiche che il Sindaco di Bari intende accelerare l’iter per la cessione, in comodato d’uso gratuito, di alcune aule della scuola San Nicola ai padri domenicani per allocarvi un prezioso e pesantissimo altare d’argento (che non avrebbe un posto più adeguato nel quale essere esposto).

Questo avverrebbe contro il parere dell’assessore alla Pubblica Istruzione, degli organi della scuola e di gran parte dei/delle cittadini/e baresi: ancora una volta gli interessi privati prevalgono sul bene pubblico.

La vicenda ha del paradossale: dinanzi all’attacco frontale che da anni viene perpetrato contro la scuola pubblica, attraverso tagli di risorse e di personale, precarietà del lavoro, insicurezza degli edifici, ci si aspetterebbe che l’Ente Locale si attivi per proteggere le proprie scuole, destinando a ciò tutti gli spazi e le risorse a disposizione. Invece il Sindaco Emiliano sceglie pervicacemente un’altra strada, quella di considerare le scuole pubbliche semplici contenitori da riempire disinvoltamente a beneficio di coloro che egli “insindacabilmente” ritiene degni fruitori.

La scuola San Nicola ha una storia di eccellenza didattica e costituisce un presidio di democrazia e di cultura unico nella città vecchia. La cessione delle aule a soggetti privati è un atto grave che prelude ad una volontà di dismissione, peraltro espressa apertamente tempo addietro. È appena il caso di sottolineare che si tratta di un edificio di pregio del centro storico, molto appetibile ed infatti appetito dai padri domenicani per la realizzazione del progetto della Cittàdella Nicolaiana.

D’altra parte, la cessione di pezzi di scuola ai privati non è una novità: la scuola Mazzini-Modugno ha chiesto inutilmente, per realizzare i laboratori didattici, la restituzione degli spazi concessi dall’Amministrazione Comunale all’attigua parrocchia.

Come se non bastasse, è di questi giorni la notizia che il Sindaco intende confermare i finanziamenti economici diretti alle scuole private della città, non un euro di meno. Anche in questo caso si preferisce finanziare i privati piuttosto che destinare le risorse del civico bilancio alle scuole pubbliche in modo da consentire l’ampliamento dei tempi ed il miglioramento delle strutture e dei sussidi. Il Sindaco fa una scelta non dovuta (ed anzi contro lo spirito del dettato costituzionale) a vantaggio di alcuni e a spese della collettività.

È necessario fermare questa deriva: si blocchino i processi di privatizzazione e si restituiscano tutte le risorse e gli spazi alla Scuola della Costituzione, quella pubblica, laica e pluralista.

Bari,12 novembre 2013

Tonia Guerra

Nessun commento:

Posta un commento