giovedì 6 gennaio 2011

ACQUA: REFERENDUM E ACQUEDOTTO PUGLIESE

COMUNICATO STAMPA
ACQUA: REFERENDUM E ACQUEDOTTO PUGLIESE

Si apre la campagna referendaria per l’Acqua Bene Comune. La Corte Costituzionale ha dato il via libera a due quesiti referendari che, se confermati dal voto popolare, restituiranno alla gestione pubblica i servizi idrici, eliminando sia l’odioso obbligo di vendita ai privati che l’inserimento nelle bollette della remunerazione del capitale.
E’ di per sé una vittoria: è stata sconfitta l’affermazione, falsa, che la privatizzazione sia dettata dal diritto europeo, come più volte affermato da Tremonti per legittimare il decreto Ronchi.
Ora è possibile rimettere in discussione il dogma delle privatizzazioni e per la prima volta la Corte discute di beni comuni: anche trasporti e rifiuti, già oggetto di mobilitazioni civili, possono essere organizzati con strumenti partecipativi e democratici.
In Puglia la questione dell’ Acqua Bene Comune assume un significato particolare, incrociando il tema della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, attualmente società per azioni. E’ un impegno assunto dal Presidente Vendola con gli elettori e tutto il popolo dell’acqua.
Ad oggi quell’impegno non si è ancora concretizzato e il ddl che dovrebbe trasformare l’AQP in ente di diritto pubblico rischia di essere modificato negli aspetti più significativi. Se la Regione Puglia è in grado di legiferare in contrasto con il Governo nazionale, pur considerando gli esiti del ricorso rigettato dalla Corte, lo faccia senza ulteriori dilazioni; se viceversa prevalgono le resistenze, anche all’interno della maggioranza del governo regionale, lo si dica chiaramente, si evitino mediazioni al ribasso e si attenda l’esito dei referendum.
In tal caso sarà la volontà popolare a restituire l’acqua e i servizi pubblici ai cittadini.
Rifondazione Comunista darà il suo sostegno perchè vincano i sì, accanto al Comitato pugliese Acqua Bene Comune, come già avvenuto per la raccolta di firme, mettendo a disposizione della campagna referendaria le proprie energie e strutture.
E’ in campo una battaglia civile, politica e morale che non possiamo perdere.

Bari, 5 gennaio 2011

Tonia Guerra
segreteria regionale Rifondazione Comunista Puglia

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