mercoledì 22 febbraio 2012

Cambiare rotta a Bari come in Italia: la Grecia è vicina

Il mondo va a rotoli, esplode la rabbia e lo sconforto popolare ma la ricetta del nostro sistema politico e mediatico è sempre la stessa: più leaderismo, meno democrazia per cittadini e lavoratori, più dirigismo, più partiti personali. Purtroppo registriamo sempre più come anche il sindaco Michele Emiliano sia sulla stessa cattiva strada narcisistica del GHE PENSI MÌ.
Ancora oggi di fronte alla squadernata crisi epocale che l’Italia, l’Europa, e l’economia globalizzata intera stanno attraversando ed alla enorme sofferenza sociale e ambientale che ad essa si accompagna, sconcertano sempre più questi atteggiamenti personalistici figli dell’epoca del berlusconismo maggioritario.

In direzione ostinata e contraria al senso comune massmediologico noi continuamo a pensare che i leader veri non siano quelli che hanno potere ma coloro che riescono a convincere e a coinvolgere le masse popolari e i lavoratori e che da loro ricevano l’investitura a dirigere; invece anche in Puglia siamo in presenza di cosiddetti leader che usano abbondantemente il potere e la loro posizione decisionale per essere tali, quasi sempre indisponibili ad essere ‘‘controllati’’, ben attenti a fingere che in Puglia e Bari ci sia la democrazia partecipata che, al contrario, come pratica è ben sepolta ed abbandonata.
In molti accusano i partiti, che effettivamente abbisognano di nuove regole decisionali, ma è anche vero che loro almeno qualche regola democratica c'è l'hanno, mentre Vendola ed Emiliano possono impunemente cambiare idea ogni giorno in totale solitudine.
Quando ci si accorgerà a sinistra che occorre invece ripartire dai fondamentali, cioè dai contenuti e dalla partecipazione popolare? Il LAVORO e non il mercato borsistico al primo posto come ci insegna la sempre più tradita Costituzione! Non a caso in modo bipartizan, sotto il diktat delle oligarchie finanziarie mondiali, tutti si accingono a cambiarla con quell’idiozia ottocentesca pre-Keynesiana che strozzerà definitivamente gli enti locali e lo Stato stesso, che si chiama pareggio di bilancio obbligatorio!
La grande partecipazione alla manifestazione NO PETROLIO a Monopoli invece ha messo in evidenza non solo l'attenzione alla cura del territorio da parte dei cittadini pugliesi ma anche la capacità di indicare nuove ipotesi di un diverso modello di sviluppo; e su questo numerosi comitati, associazioni, sindacati etc. continuano a produrre proposte e soluzioni, a Bari sull'area della Caserma Rossani, sui nodi della mobilità e dell'urbanistica, sul riuso del patrimonio pubblico abbandonato, sui beni comuni, contro le privatizzazioni, in Puglia sul piano dei rifiuti e dell'energia, sulla sanità.
Realtà associative che sono state l'ossatura della primavera pugliese e che oggi devono trovare le forme e le modalità per tornare ad essere protagoniste senza pensare di avere molto aiuto da chi ormai pensa troppo solo ad auto promozioni al governo nazionale o alla presidenza della Regione Puglia. C'è poco più di un anno per correggere e invertire la rotta della politica in Puglia e a Bari, noi ci proveremo, dal basso a sinistra.

Gigi Liantonio, coordinatore cittadino del PRC Bari

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